mercoledì, marzo 22, 2006

MedWiki

Segnalo a tutti una idea a mio parere molto interessante del prof. Formiconi:
la piattaforma MedWiki.
Si tratta di una piattaforma web da tutti liberamente accessibile e aggiornabile creata con l'idea di permettere una libera e agile circolazione di appunti e materiale didattico fra gli studenti della facoltà.
Alcuni ragazzi del primo anno sono molto lanciati su questo progetto e hanno messo in rete moltissimo materiale. Parlando con alcuni del collettivo era venuta fuori la proposta di collaborare anche noi a questo lavoro fornendo e mettendo in rete materiale degli anni successivi al primo.
Se avessimo materiale già in formato elettronico sarebbe più facile il tutto, ma anche per il cartaceo ci possiamo organizzare...
Dal punto di vista tecnico non è poi difficile, ce la possiamo fare :)

giovedì, marzo 09, 2006

Strange days

La storia di un "venditore di sogni", di dischetti cibernetici che permettono di vivere (in cuffia) delle immagini virtuali. Una riflessione non solo brillante su quella manipolazione delle immagini che ormai conosciamo, ma pure intelligente, sui limiti talvolta crudeli che esistono fra la realtà e la rappresentazione di questa (che vogliamo, o sappiamo costruirci). Thriller e tecnologia: "Strange Days" trasporta l'intera faccenda nella Los Angeles del 31 dicembre 1999. Non solo fra i festeggiamenti di fine millenario dalla lussuria sfrenata e la violenza ormai masticata da videogame. Ma in un clima apocalittico di fine civiltà, fra scontri razziali e furori insurrezionali; il tutto in un'inquietudine esistenziale che costituisce uno degli aspetti di maggior fascino. "Strange Days", nei suoi momenti migliori, si fa allora una meditazione spettacolare, ma pure ispirata su come la degenerazione di una facile e suggestiva tecnologica si sovrappone ad una civiltà in decadenza. Un thriller futuristico che vive e scade a seconda degli umori registici di una cineasta disinvoltamente "reattiva" ad ogni forma di colore, di suono, di dinamica. Ed allora le immagini traducono perfettamente il delirio virtuale di un assassino, l'angoscia consapevole di una vittima, la sommossa di una folla, l'indignazione di un discorso (anche politico). Un film, quindi, che pur con tutte le sue contraddizioni (compiacimento formale, la ripetizione espressiva), non si lascia sopraffare dalla propria esuberanza, "condizionando", invece, il corpo al cervello, nell'"astrazione" calibrata di un'armonia inquietante.

venerdì, marzo 03, 2006

Team America: World Police

Team America è un film irriverente, maleducato, caustico, sboccato. È un film si fa beffe dell'ansia del politically correct, un film che non risparmia niente e nessuno, che non fa prigionieri, distruttivo al limite del nichilismo. E (per e nonostante questo) Team America è un film divertentissimo. Attraverso la storia di questa squadra d'élite che dovrebbe fungere da polizia mondiale e della sua lotta contro il terrorismo internazionale vengono messe alla berlina la politica internazionale delle amministrazioni Bush e lo spirito da cowboy e supereroico di una certa fetta della popolazione statunitense, la cieca follia del terrorismo e il ruolo nel mondo degli "stati-canaglia", i luoghi comuni e gli stereotipi del cinema patriottico à-la-Bruckheimer e lo sbandierato democratismo di gran parte dello star system hollywoodiano. Il tutto facendo spesso e volentieri nomi e cognomi.

Dagli stessi autori di South Park non ci poteva aspettare nulla di diverso e Parker e Stone non hanno di certo deluso le aspettative dei loro fan, arrivando persino a calcare la mano più di quanto abbiamo precedentemente fatto e a negare quasi in toto quel barlume di tenerezza (e quindi di speranza e positività) che era comunque presente nelle avventure televisive di Kyle, Stan, Cartman e Kenny.
Da questo punto di vista sono molte le sequenze esilaranti e memorabili, dal catastrofico intervento iniziale che distrugge mezza Parigi alla scena di sesso spinto di due dei protagonisti, da quella che ritrae un'interminabile, epica vomitata a tutte quelle che vedono protagonista il leader coreano Kim Jong Il.

Ma se la lettura più immediata del testo si "limita" a quanto abbiamo appena descritto, esistono in Team America livelli narrativi e tematici più nascosti, meno evidenti, ma che stimolano riflessioni di grande rilievo ed importanza; riflessioni che nascono quasi tutte dalla scelta attuata da Parker e Stone nell'affidare tutto il loro film a delle marionette. Oltre alla sua dissacrante satira, il film pone infatti gli spettatori di fronte a due grandi questioni, tra loro intrinsecamente legate dal punto di vista tematico. La prima , quella che definiremmo intermedia per il suo porsi a metà tra la superficie del film e i suoi aspetti più "profondo" riguarda il mondo di certo cinema hollywoodiano, descritto come produzione di spettacoli banali e stereotipati, cassa di risonanza dei lati più reazionari della società americana, ma soprattutto animato di attori che altro non sono che marionette, sia a livelli fisico (si veda la scelta di base del film, popolato appunto solo da pupazzi) che psicologico (si vedano invece gli "attori" presenti nel film, ingenui idealisti in realtà manovrati dal cattivo di turno).
E da qui è facile arrivare al terzo e ultimo livello di lettura del film che vogliamo proporre, quello relativo appunto all'eterodirezione: tutto il film - sia per quanto riguarda la trama che la sua forma - non fa altro che metterci di fronte a delle domande che risultano inquietantemente senza risposta: siamo tutti, senza esclusione, marionette nelle mani di qualcuno ma chi è che muove i fili? Qual è il livello superiore, e come possiamo alzare gli occhi verso di esso?
Al rimando continuo tra burattini e burattinai non sembra esserci mai fine, come testimonia un'eloquentissima scena che apre il film, dove vediamo un pupazzo che crediamo essere uno dei protagonisti del film e che si rivela essere un "vero" burattino nelle mani di… un altro.

In chiusura vorremmo ritornare rapidamente "in superficie" e invitare chi vede il film a fare grande attenzione alle canzoni originali che compongono la colonna sonora del film: hanno dei testi assolutamente in linea con lo stile del film e dei suoi realizzatori.

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